Un tuffo nel blu: le immersioni subacquee

I paradisi tropicali e le località marittime, oltre ad offrire paesaggi naturali mozzafiato dove rilassarsi e staccare la spina dal solito tran-tran quotidiano, danno la possibilità di cimentarsi in tante attività sportive, ricche di adrenalina, come le immersioni, lo snorkeling ed il surf.

Proprio le escursioni subacquee, considerate fino a poco tempo fa uno sport di nicchia, stanno conquistando sempre più appassionati. È uno sport che richiede un buon allenamento ed un certo atletismo, anche se tutti possono cimentarsi nell’immersione subacquea poichè consente di vivere un’esperienza unica, a stretto contatto con la natura, per rinvigorire il corpo e ristorare la mente.

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Quali sono le perle dei nostri mari e oceani da scoprire? 

Il nostro pianeta nasconde meraviglie inimmaginabili, soprattutto nel mondo marino, tutte da scoprire. Sono tantissimi i paradisi naturali dove fare immersioni: dalla Grande Barriera Corallina alle Isole Galapagos, dalle Bahamas alle Isole Cayman.

Tuttavia, non è necessario andare dall’altra parte del mondo per concedersi indimenticabili immersioni subacquee. Una delle mete più gettonate è Tenerife, magnifica isola delle Canarie situata nell’oceano Atlantico.

Tenerife: cosa fare e cosa vedere?

Tenerife, in virtù del suo clima mite tutto l’anno, è la meta ideale per ogni stagione. Tra le principali attrattive turistiche c’è il Pico del Teide, un vulcano quiescente che accoglie i visitatori in uno scenario naturale da brividi.

Altra attività molto gettonata è il dolphin & whale watching (to watch, osservare). Vengono organizzati dei tour appositi per ammirare questi straordinari e pacifici mammiferi, mentre si esibiscono in evoluzioni acrobatiche in acqua.

In virtù delle sue bellezze naturali e della ricca fauna marina, sempre più persone vogliono prenotare immersioni a Tenerife per vivere esperienze uniche, che resteranno scolpite per sempre nella memoria.

Proprio perché l’immersione è l’attività del momento, vale la pena focalizzarsi su questa pratica e conoscere i principali tecnicismi.

Procedure di sicurezza da adottare prima di un’immersione

Prima di iniziare l’immersione subacquea, chiamata anche scuba diving, bisogna avviare la fase di programming. Come lascia intendere il nome, vengono programmati i tempi e la profondità di immersione con l’aiuto di computer acquatici.

Altro aspetto fondamentale, è il corretto fissaggio degli stop di risalita. Durante la risalita, infatti, è necessario effettuare delle pause per decompensare ed evitare il cosiddetto pdd, cioè la patologia da decompressione, che può avere conseguenze molto gravi e addirittura letali.

Durante la decompressione, i computer subacquei suggeriscono quando fare le soste, in modo da conservare l’aria necessaria per risalire senza problemi.

Tra i possibili problemi con i quali i sub devono fare i conti, c’è la cosiddetta narcosi da gas. Si tratta di una vera e propria patologia che può avere sintomi molto pericolosi tra cui ansia, panico, senso di intossicazione, perdita di controllo e sottovalutazione del pericolo. In questi casi, i compagni di immersione devono sostenere il diver in difficoltà, adottando le procedure di sicurezza prevista in questi casi.

Fino a che profondità è possibile immergersi?

La profondità delle immersioni dipende dal livello di esperienza e dagli attestati in possesso del sub. Chi ha un attestato per diventare padi “open water diver” può scendere fino a 18 metri di profondità. Seguendo altri corsi ed un allenamento costante, è possibile arrivare fino a 40 metri di profondità.

Dopo aver ottenuto il brevetto di base “padi open water” è possibile seguire ulteriori corsi come:

  • corso advanced open water diver;
  • programma discover local diving;
  • corsi padi speciality diver.

Per chi non ha una grandissima esperienza, ma anche chi già ha fatto diverse immersioni, sicuramente è consigliabile muoversi con un personale esperto. Le immersioni guidate vengono organizzate da personale esperto, addestrato ad intervenire in casi particolarmente difficoltosi o critici.

Sott’acqua può succedere di tutto, in quanto gli imprevisti sono dietro l’angolo, inoltre non c’è la possibilità di comunicare se non a gesti. Ecco perché, per evitare che una bella esperienza si trasformi in una disavventura, è meglio muoversi con personale qualificato.

Attrezzatura sub: come equipaggiarsi per le immersioni subacquee?

Per un’immersione sicura c’è bisogno di un apposito kit che permetta di muoversi sott’acqua in tutta tranquillità. Innanzitutto, è necessaria la muta da sub, che protegge dalle temperature troppo basse e consente al corpo di restare asciutto. Sul mercato ne esistono di vari prezzi, ma meglio non andare al risparmio.

Tra gli accessori molto utili per le immersioni ci sono le pinne, che consentono di avere una maggiore accelerazione sott’acqua e coprire più velocemente grandi distanze. Risultano utili soprattutto in caso di pericolo, quando bisogna allontanarsi velocemente da una zona.

Altro accessorio prezioso è la bussola subacquea. Sott’acqua è molto facile perdere l’orientamento, condizione che può far aumentare la paura ed il rischio di agire con poca lucidità. Una bussola consente invece di conoscere esattamente la localizzazione, quindi è sicuramente consigliabile averla.

Naturalmente non può mancare la bombola da sub, che deve essere scelta in base alla durata e alla tipologia di immersione, per avere sempre l’ossigeno a disposizione.

Orologi subacquei, torce subacquee e coltelli da sub sono altri accessori che risultano molto utili e rendono l’esperienza più sicura e divertente.